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Dpr terre e rocce da scavo, OK definitivo al nuovo regolamento

Dal Cdm il via libera definitivo al dpr terre e rocce da scavo. Le semplificazione previste e le nuove modifiche per evitare sanatorie

 

Il 19 maggio 2017 il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente lo schema di decreto, dpr 276/2016, recante la disciplina semplificata per la gestione delle terre e rocce da scavo.

Il nuovo regolamento attua la delega regolamentare concessa dal Parlamento al Governo (art. 8 dl 133/2014, decreto Sblocca Italia) e riscrive integralmente, semplificandola, una disciplina articolata e complessa.

Il testo, già approvato “definitivamente” il 14 luglio 2016, ma mai pubblicato, contiene nuove disposizioni per il riordino e la semplificazione della gestione delle terre e rocce da scavo.

Riunisce in un testo unico le numerose disposizioni oggi vigenti che disciplinano:

  • la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti
  • la disciplina del deposito temporaneo qualora venissero qualificate come rifiuti
  • la gestione delle terre e rocce da scavo in siti oggetto di bonifica

Elementi di semplificazione

Per realizzare l’obiettivo della semplificazione stabilito dalla norma di delega, lo schema di regolamento, rispetto alla normativa vigente, prevede le seguenti novità:

  • semplificazione delle procedure e termini certi per concluderle
  • procedure più veloci per attestare che le terre e rocce da scavo soddisfano i requisiti stabiliti dalle norme europee e nazionali per essere qualificate come sottoprodotti e non come rifiuti
  • disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo
  • gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica
  • utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti
  • rafforzamento del sistema dei controlli
  • eliminazione dell’obbligo di  comunicazione all’autorità competente di ogni trasporto di terre e rocce intese come sottoprodotti nei grandi cantieri
  • possibilità di gestire ed utilizzare terre e rocce come sottoprodotti anche senza previa approvazione del piano di utilizzo da parte dell’Autorità competente nei cantieri di grandi dimensioni
  • proroga di 2 anni del piano di utilizzo mediante semplice comunicazione al Comune e all’Arpa nei cantieri di grandi dimensioni
  • possibilità di fornire una semplice comunicazione per apportare modifiche sostanziali al piano di utilizzo o per prorogarlo per i cantieri piccoli e per quelli grandi non sottoposti a Via o ad Aia

Le modifiche al testo di luglio 2016

Il testo è stato ulteriormente integrato con il ricorso a una consultazione pubblica e con il parere espresso dalla Conferenza unificata ed è tornato all’esame del Consiglio dei ministri.

Rispetto al testo di luglio 2016, le modifiche riguardano, essenzialmente, una maggiore chiarezza delle disposizioni transitorie.

È stato rivisto un punto dell’art. 27, che regola la fase transitoria: tramite la presentazione di un nuovo piano di utilizzo delle terre sarebbe stato possibile reimpiegare materiali di dubbia provenienza, per agevolare la riapertura dei cantieri abbandonati nei quali fossero presenti dei cumuli di terra. In base all’osservazione dei tecnici della Camera, la norma avrebbe introdotto una discutibile sanatoria in caso di violazione di precedenti normative. Pertanto la norma è stata corretta e il Governo ha licenziato un nuovo testo.

È stato chiarito che laddove vi sia un progetto o un piano di utilizzo approvato ai sensi, rispettivamente, dell’art. 186 del dlgs 152/2006 o del dm 161/2012 e i materiali riconducibili alla nozione di “terre e rocce da scavo” di cui al presente regolamento risultino utilizzati e gestiti in conformità al suddetto progetto o piano di utilizzo, per tali materiali resta ferma a tutti gli effetti la qualificazione giuridica di sottoprodotti già derivante dalle richiamate normative.

Si attende ora la pubblicazione del decreto in Gazzette Ufficiale e dalla sua entrata in vigore saranno abrogati:

  • il dm 161/2012 sulla gestione dei grandi cantieri
  • l’art. 184-bis comma 2-bis del dlgs 152/2006 sul campo di applicazione
  • gli artt. 41, comma 2 e 41-bis del dl 69/2013 (legge 98/2013) sui materiali di riporto e sulla gestione dei piccoli cantieri
BibLus-net
Data: 26-05-2017
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